Le partecipazioni rappresentano il biglietto da visita del vostro matrimonio e, proprio per questo, dovranno essere perfette: è necessario, quindi, studiare bene come farle e cosa scrivere, poiché da esse si capirà, più o meno, l’andamento del matrimonio. Se optate per una partecipazione “classica ed elegante”, chi la riceverà saprà che il matrimonio sarà molto chic e tradizionale; se sceglierete una partecipazione “colorata e allegra”, il matrimonio sarà sicuramente scherzoso, gioviale e giovanile.
Tante coppie di sposi oggi giorno, a causa della crisi, hanno deciso di dimezzare il budget del matrimonio, cercando di realizzare tantissime cose con le proprie mani. Ciò non è impossibile: su Internet si trovano mille tutorial di bomboniere e partecipazioni fai da te, anche facili da realizzare, che vi permetteranno di arrivare orgogliosi al proprio matrimonio, dopo aver fatto tutto da soli.

Ma quali sono le principali regole da seguire per avere delle partecipazioni perfette?

La prima cosa fondamentale, che bisogna conoscere ancora prima di realizzare le partecipazioni, è sapere che le stesse devono essere consegnate almeno 2/3 mesi prima del matrimonio, in modo che gli invitati possano organizzarsi correttamente per quel giorno. Ovviamente, diventa indispensabile anche la scelta della data e del luogo del matrimonio e della location del ricevimento, in modo da riportarle sulle partecipazioni.

6Secondo vecchie tradizioni, tramandate di generazione in generazione, era compito dei genitori quello di annunciare il matrimonio dei figli, facendo stampare su un cartoncino ripiegato a libro la data delle nozze ed il luogo in cui si svolgevano. Da molti anni, ormai, non è più così e sono proprio gli sposi a decidere tutto insieme, ma di questa tradizione una cosa non è andata persa: il cartoncino a libro, che va molto di moda! Quindi, muniti di tanta pazienza e di tutti gli strumenti di cui necessitate e che sono a vostra disposizione, potete dare libero sfogo alla vostra fantasia, sempre nei limiti del possibile: il “troppo” non è mai di buon gusto, in fin dei conti parliamo sempre di un matrimonio, non di un party o di una festa di compleanno.
Negli ultimi anni è entrata a far parte del mondo del matrimonio una nuova tendenza, quella di scegliere un tema ed un colore per le nozze di cui, solitamente, se ne occupa la sposa, anche se non sempre è così! Il colore, ovviamente, deve anche coincidere con il tema: se, per esempio, come tema scegliessimo il mare perché ci piace e lo amiamo, o perchè appassionati di qualche sport acquatico, il colore non potrà essere il giallo o il rosso, che non c’entrano nulla, ma sarà tutto sul blu, sull’azzurro o sul verde acqua. Non è mai bello mischiare troppi colori, perché altrimenti si genera troppa confusione anche nell’allestire tutto il matrimonio, dalle bomboniere, ai centro tavola, dai segnaposto agli addobbi floreali.
Tantissimi anni fa sulle partecipazioni si scriveva prima il nome dei genitori degli sposi che annunciavano le nozze: se uno dei futuri sposi era orfano di un genitore si metteva solo il nome di quello in vita; se la madre era vedova e risposata si usava il cognome del secondo marito. Oggi la tradizione è cambiata e si usa scrivere il nome degli sposi, gli indirizzi di residenza, la data e l’ora del matrimonio, il posto in cui si svolge la cerimonia (chiesa o comune) e l’indirizzo di quest’ultimo; al fondo si usa mettere anche l’indirizzo di dove si trasferiranno gli sposi una volta uniti in matrimonio, ma solitamente questo passaggio viene evitato poiché oggi giorno le tradizioni sono parecchio cambiate e molte coppie convivono prima del matrimonio. Sarebbe molto più bello collocare, al fondo della partecipazione, la dicitura “è gradita la conferma”, in modo che sappiate quasi certamente chi verrà o meno, anche se poi gli imprevisti capitano spesso, purtroppo, e il numero reale dei presenti non sarà mai uguale alle previsioni fatte. In un altro fogliettino, che si metterà sempre all’interno della busta, si dovranno scrivere il nome e il luogo della location per il ricevimento. Se quest’ultima è poco conosciuta si potrebbe anche aggiungere una mini mappa in modo che gli invitati che non sanno il luogo possano raggiungerlo facilmente senza creare scompiglio.
Negli ultimi tempi, viene utilizzato anche il “response card” ovvero un cartoncino all’interno della partecipazione dove l’invitato dovrà confermare o meno la sua presenza, cosicché sulla partecipazione non venga scritta la formula della conferma e nemmeno numeri di telefono.
Il bon ton dice anche che sarebbe meglio non scrivere titoli accademici vicino ai nomi degli sposi, che sono assolutamente vietati per le donne, ma si possono utilizzare titoli nobiliari se uno li possiede. E’ considerato anche di cattivo gusto far annunciare ai genitori il matrimonio di un figlio che abbia superato i 30 anni di età, ma nella nostra epoca oramai è raro trovare coppie giovanissime che decidono di sposarsi.
Il galateo prevede, nei casi in cui le coppie decidono di sposarsi di “nascosto”, che le partecipazioni vengano inviate a matrimonio avvenuto e che contengano i dati necessari per arrivare al solo ricevimento.

Nel caso in cui il matrimonio fosse tra due persone di diversa nazionalità, sarebbe meglio farle stampare direttamente in due lingue in modo da evitare disguidi con gli invitati.
Per tradizione sarebbe meglio usare all’esterno un cartoncino bianco, panna o avorio e poi le decorazioni lasciarle all’interno, magari usando qualche disegno se abbiamo un tema, oppure utilizzando cartoncino colorato o caratteri del colore scelto. Secondo il galateo la parola d’ordine è la formalità: partecipazioni molto classiche, scritte preferibilmente in corsivo, evitando caratteri scherzosi, ma ovviamente parliamo di galateo, non del gusto degli sposi.
Sulla busta invece, che può riportare qualche disegno che realizzato all’interno, dovremmo scrivere rigorosamente a mano il nome degli invitati (anche qui è meglio evitare i titoli come Dott. Rag. Ing. ecc…, che si userebbero solo sul luogo di lavoro), preceduti da Gent.mo, gent.ma, gent.mi e, in caso di famiglia, scrivere semplicemente “famiglia” ed il cognome. Nel caso in cui, in una famiglia ci sia qualche figlio che abita lontano da casa, è meglio prevedere un invito anche per quest’ultimo. Per le coppie scrivere semplicemente i nomi, ad esempio, Mario e Rita Rossi, oppure solo i nomi senza il cognome.
Una volta si usava spedire le partecipazioni ma adesso si consegnano personalmente a mano dai futuri sposi o dai genitori. Successivamente al matrimonio era previsto mandare un  biglietto di ringraziamento soprattutto alle persone che avevano fatto un regalo con frasi di ringraziamento e specificare l’oggetto che si era ricevuto e nel caso di soldi indicare per cosa si erano spesi ma, purtroppo, oramai, non si usa quasi più.

 

 

 

Lo Scrigno Magico

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