Il matrimonio, come sappiamo, oltre ad essere un atto d’amore che completa ed unisce ulteriormente ogni coppia che decide di compiere questo grande passo, è un vincolo che fa discendere diritti e doveri per entrambi i coniugi. Abbiamo pensato di offrire ai nostri lettori alcuni profili legislativi in materia, consapevoli del fatto che spesso ci sia confusione o disinformazione.

Nel nostro Paese, in base all’art.34 del Concordato dell’11/02/1929 con la Santa Sede, si sono stabilite tre forme di matrimonio: civile, celebrato dall’ufficiale di stato civile presso il Municipio; concordatario, celebrato dai sacerdoti e quello tra persone che professano una religione diversa da quella cattolica, celebrato dai rispettivi ministri del culto.

Naturalmente il matrimonio civile non esclude quello concordatario e viceversa.

Il matrimonio civile è, per definizione, il matrimonio che garantisce automaticamente tutti gli effetti civili (legali ed amministrativi).
Si celebra alla presenza di due testimoni, davanti all’Ufficiale di stato civile, che legge ai futuri coniugi gli articoli 143, 144, 147 del Codice Civile (sui diritti e doveri reciproci, sull’indirizzo della vita familiare, sulla residenza della famiglia, nonché sui doveri verso i figli).
Art.143:Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri; dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia ed alla coabitazione.
Art.144: I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.
Art.147: Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.

Alla lettura dei suddetti articoli segue l’asserzione dei nubendi, personalmente e una dopo l’altra, di voler diventare marito e moglie. A questo punto, l’Ufficiale può procedere dichiarandoli uniti in matrimonio.

Il matrimonio concordatario, celebrato secondo il rito cattolico, produce effetti civili a condizione che: a conclusione della celebrazione religiosa, il parroco afferma che “a questo matrimonio vengono attribuiti anche effetti civili” dando lettura degli articoli del codice (vedi sopra); il matrimonio venga trascritto nei registri dello Stato Civile.

Un consiglio: se avete deciso di sposarvi secondo il rito religioso, potrete inserire nel libretto della celebrazione da distribuire ai vostri invitati in Chiesa, gli articoli del Codice civile relativi al matrimonio in modo che tutti possano seguirne la lettura solenne del sacerdote.

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