La vostra amica ha annunciato che a breve convolerà a nozze. Siete ancora impegnate a scambiarvi congratulazioni quando, la futura sposa, euforica e leggermente ubriaca, raffredda gli entusiasmi: vuole un matrimonio “child-free”, tranquillo, senza schiamazzi, capricci e genitori che l’abbandonano perché è l’ora della nanna.

Sorridenti, vivaci, dolci, allegri, chiassosi, capricciosi, incontentabili e rumorosi. C’è chi desidera avere i bambini come parte attiva nel giorno delle proprie nozze e chi, invece, decide di non estendere l’invito ai figli dei propri amici.

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Chi sa di avere tra gli invitati tante piccole pesti, deve tenere in considerazione le esigenze di tutti, a partire proprio da quelle dei bambini. In primis, ma non è una novità, un menu a misura di bimbo, servito con modalità e tempistiche diverse da quello degli adulti. Fornire dei ricordini, oppure organizzare un angolo giochi, li farà sentire parte integrante di una festa tutta per loro: un animatore professionista è la scelta perfetta per regalare ai genitori una giornata senza pensieri ed assicurarsi un ricevimento senza intoppi. Ciò permetterà:

  • ai camerieri di non dover fare lo slalom tra i bimbi, tra una portata e l’altra;
  • di non dover costringere, chi non è dotato di istinto genitoriale, a sorrisi forzati in seguito a piedi pestati o a bicchieri d’acqua rovesciati;
  • di permettere anche ai genitori di godersi il vostro matrimonio, senza essere costretti ad alzarsi ogni due minuti.

 

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BAMBINI NO

Queste stesse motivazioni possono portare qualche coppia di futuri sposi a decidere di non consentire la partecipazione alle proprie nozze ai bambini, scelta che potrebbe risultare poco gradita a qualcuno. Come fare? Se il vostro timore è quello di sembrare maleducati, potete contare sull’appoggio del galateo: infatti, è proprio il “codice delle buone maniere” che chiude i battenti delle cerimonie ai bambini. Quindi, se pensate che non invitare i bambini al vostro matrimonio vi possa far sentire più sereni, non fatevi problemi. La cosa più importante è comunicarlo chiaramente e con garbo e gentilezza. Il primo modo per farlo è la partecipazione: non solo è il primo biglietto da visita di un matrimonio, ma serve proprio ad informare chi sarà invitato e chi no, all’interno di una coppia o di un nucleo famigliare. Chi troverà sulla busta il proprio nome e quello del partner deve sapere che l’invito riguarda solo chi è menzionato su quel pezzo di carta; se i nomi dei pargoli, o le opzioni “e figli” oppure “e famiglia”, sono assenti, gli invitati dovrebbero esimersi dal chiedere ulteriori chiarimenti. Se così non fosse, spiegate tranquillamente le vostre ragioni senza sensi di colpa: le partecipazioni vengono consegnate mesi prima del grande giorno, quindi c’è tutto il tempo a disposizione per ingaggiare una baby sitter oppure organizzare un weekend con i nonni. Attenzione, però: se decidete di non volere i bimbi al vostro matrimonio il divieto deve essere valido per tutte le coppie di genitori, senza fare eccezioni.

C’è chi ama i bambini e desidera averli fortemente nel giorno del matrimonio, fornendo loro palloncini, giochi, colori e varie sorprese. Nonostante questo, però, le future spose dovranno combattere con le aspiranti principessine che vogliono accaparrarsi il bouquet ed invadono praticamente tutte le fotografie. Quindi, se rischiate di stizzirvi di fronte alla prima bambina che, scambiandovi per la sua Barbie in formato gigante, si mette a tirarvi il vestito, pensateci bene prima di scrivere i nomi sulle buste.

 

E voi come gestireste questo tipo di situazione? Che siate spose o invitate: bambini si o bambini no ad un matrimonio?

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